Addio conducente
Addio conducente.
Il suo cenno tagliato
da un riflesso di plastica
e non fa freddo.
Mi guarda nuda da una panchina
una ragazza sola con il cappuccio azzurro.
Piatta silente senza corpo
la mia ombra incompiuta le scivola addosso.
Sono lunghi e storti i corridoi della notte.
Nel sottobosco hanno sparso
un trito di foglie, di legno fresco.
Profumo incanto di vaniglia e mandorla
quasi erba di dolci illusioni
quasi casa.

